Nel 1173 il monaco Ulderico appartenente all’Ordine dei Certosini di San Bruno, fonda la Certosa di Santa Maria di Pesio. In breve tempo il monastero acquista grande importanza trasformandosi, per quasi sei secoli, in uno dei centri culturali e spirituali più importanti del Piemonte. Tuttavia, dopo questo lungo periodo di benessere e prosperità economica, la Certosa subisce nel 1802 gli attacchi e i saccheggi delle truppe napoleoniche che costringono i monaci ad abbandonarla.
Con la Restaurazione la certosa si trasforma in istituto idroterapico destinato ad accogliere ospiti illustri come i principi di Casa Savoia, Camillo Benso conte di Cavour e Massimo d’Azeglio. Dopo questa parentesi, fortemente degradata, nel 1934 la certosa viene restaurata dai padri missionari della Consolata di Torino e torna alla sua funzione religiosa.

Pur avendo perduto l’aspetto medievale originario, l’edificio ha mantenuto alcune caratteristiche tardo-rinascimentali, soprattutto nel chiostro, di particolare interesse, cui si accede o dalla cappella del priore (piccolo locale interamente affrescato nel Settecento con scene religiose e notevoli finte prospettive) o da un ponte seicentesco che attraversa il torrente, affiancato dalla costruzione del mulino abbaziale, affrescato.

La Certosa è monumento nazionale. E’ sempre aperta ai visitatori, numerosi specialmente nei mesi estivi, con particolare interesse da parte di cultori dell’arte e di scolaresche negli ultimi mesi di studio.

Per approfondimenti e calendario eventi ed incontri http://www.certosadipesio.org/

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